Si può partire da qualsiasi punto. Il più delle volte si comincia dal workshop, perché costa poco ed è l’unico modo onesto per capire se c’è materia.
01Workshop di envisioning
Scenari, opportunità, priorità.
Mezza giornata o una giornata con i tuoi referenti. Porto scenari di innovazione del vostro settore, benchmark e casi d'uso già in produzione altrove. Ne esce una lista di opportunità concrete, prioritizzata insieme, e la lucidità su quali vale la pena approfondire.
In uscita: mappa delle opportunità, priorità condivise, prossimo passo definito.
02Discovery e roadmap
Dai bisogni ai casi d'uso prioritizzati.
Interviste a utenti e stakeholder, mappatura dei processi as-is, raccolta dei requisiti. Verifico dove automazione e AI reggono davvero il confronto con i numeri e dove invece un intervento più semplice risolve meglio. Se un caso d'uso non sta in piedi, te lo dico.
In uscita: casi d'uso prioritizzati, requisiti scritti, roadmap con stime e rischi tecnici espliciti.
03Dal caso d’uso al prototipo validato
Qualcosa che si prova, prima di spendere.
Design della soluzione, architettura funzionale, prototipo in Figma o MVP funzionante — costruito anche con strumenti di AI generativa, che accorciano molto i tempi fra l'idea e qualcosa che si può provare. Lo mettiamo davanti a utenti reali e raccogliamo evidenze. L'obiettivo non è impressionare: è decidere con dati se investire in sviluppo.
In uscita: prototipo o MVP, esiti della validazione, raccomandazione go / no-go motivata.
04Delivery
Dalla soluzione approvata alla produzione.
Product ownership piena: backlog, sprint, coordinamento dei team tecnici, gestione degli stakeholder, prioritizzazione sul valore. È la parte che faccio da dodici anni su clienti enterprise, e la ragione per cui i progetti arrivano in fondo.
In uscita: soluzione rilasciata in produzione, backlog mantenuto, metriche di adozione monitorate.